La Bassa Sassonia si appresta a riscrivere completamente il modo in cui l'insegnamento religioso viene proposto nelle aule. Julia Willie Hamburg, ministra dell'Istruzione della regione tedesca e membro dei Verdi, ha presentato una riforma del programma didattico che ridisegna l'ora tradizionalmente dedicata alla religione cristiana. Il nuovo piano di studio introduce 130 argomenti obbligatori, all'interno dei quali la figura di Gesù Cristo occupa soltanto 5 spazi. Una decisione che ha immediatamente sollevato polemiche negli ambienti cattolici e protestanti, nonché tra gli oppositori della secolarizzazione delle istituzioni scolastiche.
Secondo la proposta, il cristianesimo verrebbe insegnato attraverso prospettive simboliche e storiche piuttosto che teologiche: il "Padre Nostro come specchio dei bisogni umani fondamentali" e la "Croce come simbolo" costituirebbero gli assi tematici principali. Tuttavia, a fianco di questi insegnamenti troverebbero spazio, con identico grado di obbligatorietà, la meditazione buddhista, i principi della Sharia islamica, gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e moduli specifici su orientamento sessuale e identità di genere. La riforma risponde, secondo i suoi sostenitori, alla trasformazione della società tedesca e alla crescente pluralità religiosa nelle classi, dove sempre più bambini provengono da famiglie non credenti o di fedi diverse da quella cristiana.
La riforma ha tempo fino al termine di marzo per ricevere osservazioni dalle associazioni interessate, dopodiché la Chiesa tedesca e il Parlamento regionale dovranno esprimersi in merito. Gli oppositori della misura sostengono che il ritiro della scuola pubblica dalla sua identità cristiana crei un vuoto che altre religioni, dotate di identità più definita, potrebbero colmare con maggior facilità. L'inclusione della Sharia come materia obbligatoria rappresenta l'elemento più controverso della proposta, poiché molti la percepiscono come l'approvazione di un sistema normativo religioso potenzialmente in contrasto con i valori laici e liberali europei.
Ai critici, che denunciano il rischio di una generazione di giovani cresciuti senza le basi della civiltà occidentale, risponde l'amministrazione regionale asserendo che questa trasformazione rispecchia semplicemente una realtà demografica ed educativa cambiata. In numerose aree della Germania, il numero di studenti con radici cattoliche o protestanti continua a calare, mentre cresce la diversità religiosa e culturale. La proposta vuole quindi adattare il sistema formativo a questa nuova composizione, trasformando l'insegnamento religioso in uno spazio inclusivo e plurale piuttosto che confessionale.