Dopo quasi tre decenni di battaglie legali, Andrea Andolfi, noto come "o' minorenne", è stato completamente assolto dall'accusa di aver ucciso il quattordicenne Giovanni Gargiulo. L'omicidio risale al 18 febbraio 1998 e avvenne a Napoli nel contesto di una faida camorristica. La sentenza è arrivata dalla IV sezione penale della Corte di assise di appello del capoluogo campano, sulla base di un rinvio deciso dalla Cassazione.

Il caso ha attraversato un percorso processuale tortuoso. Andolfi era stato arrestato circa venti giorni dopo i fatti e sottoposto a quattro processi complessivi. In primo grado e in appello era stato condannato a trent'anni di carcere, dopo che gli inquirenti avevano persino richiesto l'ergastolo. La Corte di cassazione aveva però annullato la condanna, permettendo un nuovo processo in cui l'accusato è stato infine riconosciuto innocente.

Gli avvocati difensori Leopoldo Perone e Michele Basile hanno commentato l'esito con evidente sollievo, descrivendo il percorso giudiziario come un "calvario" durato ventotto anni. Secondo la difesa, le fondamenta dell'accusa erano fragilissime: fin dal primo processo erano stati contestati l'utilizzo di una prova (l'esame dello stub) e le testimonianze dei collaboratori di giustizia, che secondo gli avvocati si basavano su voci e indiscrezioni generate dall'arresto stesso.

"Andolfi si è sempre professato innocente sin dal momento dell'arresto," hanno sottolineato i legali, sottolineando come il proprio cliente ha dovuto affrontare accuse gravi e umilianti senza prove concrete. La nuova sentenza rappresenta un riconoscimento ufficiale di questa innocenza e chiude definitivamente un capitolo buio della sua vita.

I giudici che hanno emesso la sentenza di assoluzione sono stati definiti dagli avvocati come "coraggiosi", poiché hanno saputo interpretare correttamente i principi di diritto enunciati dalla Cassazione nel suo provvedimento di annullamento. Questa decisione contribuisce, secondo la difesa, a fare chiarezza su un fatto rimasto a lungo oscurato da dinamiche processuali complesse e da prove insufficienti.