Un nuovo scandalo finanziario scuote la Chiesa cattolica negli Stati Uniti. Monsignor Emanuel Hana Shaleta, vescovo dell'eparchia di San Pietro Apostolo della comunità caldea di San Diego, è stato arrestato il 5 marzo scorso mentre tentava di lasciare il territorio americano dall'aeroporto internazionale della città californiana. Le autorità lo accusano di appropriazione indebita di fondi e riciclaggio di denaro, reati che hanno immediatamente attirato l'attenzione della Santa Sede.
Secondo quanto riferito da fonti vaticane, il presule aveva già presentato formalmente le proprie dimissioni dal governo della diocesi prima dell'arresto, una scelta che anticiperebbe di poco i fatti che lo hanno coinvolto. Papa Francesco ha oggi accolto la rinuncia di Shaleta, chiudendo così un capitolo delicato per la Chiesa cattolica di rito caldeo, una comunità cristiana antica con radici in Medio Oriente che conta diverse migliaia di fedeli negli Stati Uniti.
Per garantire la continuità della guida pastorale dell'eparchia, il Vaticano ha nominato monsignor Saad Hanna Sirop come amministratore apostolico della circoscrizione ecclesiastica. Sirop avrà il compito di governare la comunità fino alla nomina di un nuovo vescovo titolare. La decisione della Santa Sede riflette la determinazione a mantenere trasparenza e integrità all'interno delle strutture ecclesiali, anche quando coinvolge figure di rilievo.