La relazione tra l'Italia e gli Stati Uniti torna al centro del dibattito politico grazie alle considerazioni di Milena Gabanelli, che durante la trasmissione Data Room su La7 ha sollevato questioni delicate sulla posizione assunta dall'amministrazione Trump e dalle sue ricadute sul nostro paese.
Durante il consueto appuntamento condotto da Enrico Mentana, la giornalista ha provato a riequilibrare la narrazione sui rapporti transatlantici. Secondo Gabanelli, sebbene l'Italia debba riconoscenza agli Stati Uniti per il supporto ricevuto durante la Seconda guerra mondiale, questo non significa dover assumere una posizione di completa subordinazione nei confronti di Washington. «Continuiamo a ringraziarli per quello che hanno fatto, ma non esiste un obbligo divino che ci costringa a una sudditanza totale» è il concetto espresso dalla giornalista, la cui dichiarazione ha rapidamente circolato sui social network.
Il fulcro della critica riguarda però il comportamento dell'amministrazione Trump, che secondo Gabanelli non si configura come quello di un alleato tradizionale. Le politiche americane, sostiene la giornalista, espongono l'Europa a una serie di rischi concreti e immediati: dalla possibilità di una grave crisi energetica fino al potenziale aumento dei flussi migratori provenienti dal Medio Oriente. Questo scenario, avverte, potrebbe generare una nuova ondata di rifugiati che transiterebbe attraverso la Turchia e la Grecia prima di risalire i Balcani e raggiungere il Mediterraneo, con evidenti implicazioni di sicurezza e terrorismo per l'intero continente.
La soluzione individuata da Gabanelli è la costruzione di una strategia europea coesa e autonoma. In una situazione internazionale così complessa e instabile, sostiene la giornalista, i paesi del vecchio continente non possono permettersi di agire in modo frammentario. È necessaria, secondo questa prospettiva, una vera unione di intenti capace di fronteggiare le sfide poste da un'amministrazione americana che non sempre tutela gli interessi europei.