In una conferenza stampa, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha voluto fare chiarezza sulla recente ondata di bombardamenti che ha colpito le infrastrutture petrolifere iraniane. Secondo il funzionario del Pentagono, gli attacchi alle raffinerie non fanno parte della strategia militare statunitense, ma rappresentano esclusivamente obiettivi identificati e perseguiti da Israele nell'ambito delle operazioni regionali condotte dallo Stato ebraico.
Hegseth ha sottolineato come Washington e Tel Aviv, pur essendo partner strategici, mantengano una loro autonomia decisionale nei conflitti in corso. A fronte di una domanda diretta sulla scelta israeliana di colpire le strutture di raffinazione del petrolio iraniano, il segretario ha chiarito che gli Stati Uniti hanno concentrato i propri sforzi su obiettivi differenti, senza considerare quei bersagli come prioritari nella loro linea d'azione militare.
La dichiarazione del Pentagono mira a distinguere le responsabilità operative tra le due nazioni alleate, evidenziando come ciascuna persegua una propria visione strategica all'interno del più ampio contesto dei conflitti mediorientali. Questo posizionamento consente agli Stati Uniti di mantenere una certa distanza dalle operazioni israeliane, pur rimanendo strettamente coordinati nella lotta contro le minacce comuni nella regione.