Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli, finisce nuovamente nel mirino della polemica pubblica per aver propagato un'informazione errata durante una trasmissione televisiva. L'episodio si è verificato nella puntata del programma "In altre parole", condotto da Massimo Gramellini su La7, dove si è discusso della canzone vincitrice dell'ultimo Festival di Sanremo, intitolata "Per sempre sì".
Durante il collegamento, il conduttore ha scherzosamente sottolineato come il titolo del brano potesse essere interpretato come uno slogan favorevole alla riforma della giustizia. Gratteri ha quindi asserito che l'interprete della canzone "ha dichiarato che voterà No". Tuttavia, questa affermazione non corrisponde alla realtà dei fatti. Nei giorni precedenti era circolata su alcuni profili social un'immagine attribuita al cantante partenopeo in cui questi dichiarava di voler votare contro la riforma Nordio, nonostante il titolo del suo brano. L'artista aveva prontamente smentito la circolazione di questa citazione, rivelando il carattere apocrifo del contenuto.
Il Comitato "Sì Riforma" ha criticato duramente l'accaduto, qualificandolo come opera di disinformazione sistematica. In un comunicato diffuso attraverso i social network, il comitato ha sottolineato che una notizia riconosciuta come falsa è stata ripetuta in diretta televisiva davanti a centinaia di migliaia di telespettatori. Il messaggio evidenzia inoltre come nemmeno il conduttore abbia provveduto a correggere l'informazione errata durante la trasmissione. Il comitato ha chiesto pubblicamente a Gratteri di scusarsi tanto con l'artista quanto con il pubblico italiano, invitando al contempo a concentrare il dibattito sui contenuti concreti della riforma costituzionale.
Questa non rappresenta la prima occasione in cui il magistrato napoletano si ritrova coinvolto in polemiche relative a dichiarazioni controverse. L'episodio accade a poco più di due settimane dalla data del referendum sulla giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo, quando gli italiani saranno chiamati a esprimersi sulla riforma del sistema giudiziario promossa dal governo.