Giuseppe Conte ha lanciato una stoccata pesante nei confronti della premier Giorgia Meloni durante un convegno tenutosi alla Camera dei deputati dedicato a giustizia, costituzione e cittadinanza. L'occasione è stata la risposta del governo italiano al bombardamento lanciato da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, questione su cui Meloni ha mantenuto una posizione equidistante.

Il leader pentastellato ha stigmatizzato la formula utilizzata dalla presidente del Consiglio, secondo cui non condivide e non condanna l'azione militare. "Ha costruito una terza via di politica estera, mai sperimentata prima", ha ironizzato Conte, paragonando l'ambiguità della dichiarazione a un antico detto popolare. La critica punta direttamente alla coerenza e alla chiarezza nelle scelte geopolitiche di un governo che dovrebbe incarnare una visione definita della politica internazionale.

Ma l'affondo del capo del M5S non si ferma alla questione iraniana. Conte ha ampliato lo scontro evocando il caso di Almasri, il generale libico che ha beneficiato di un provvedimento controverso durante il mandato dell'esecutivo Meloni. "Il primato della politica come lo dimostri quando hai dato un salvacondotto ad Almasri?", ha domandato retoricamente, suggerendo un'incoerenza complessiva nella gestione delle questioni di rilevanza internazionale e nei principi che dovrebbero guidarla.

La conclusione del messaggio di Conte è un invito provocatorio: il governo e i suoi alleati dovranno dimostrarsi all'altezza della responsabilità che ricoprono "sul campo", e ciò passa prima di tutto per il ripristino della credibilità e della dignità dell'agire politico. Un richiamo che suona come un monito sulla necessità di coerenza tra le parole e i fatti nell'esercizio del potere esecutivo.