Matteo Bassetti, specialista in malattie infettive presso l'Ospedale Policlinico San Martino di Genova, ha lanciato un monito pubblico su una malattia spesso ritenuta relegata al passato: la sifilide sta tornando a diffondersi in Italia con numeri allarmanti. Attraverso i social media, il medico ha evidenziato come l'infezione batterica stia raggiungendo fasce d'età sempre più giovani, coinvolgendo addirittura minorenni tra i 15 e i 17 anni. Secondo Bassetti, il virus proviene dal Sud America, in particolare dal Perù, ma sta progressivamente attecchendo nel nostro paese con una velocità che preoccupa gli addetti ai lavori.

La sifilide è un'infezione causata dal batterio Treponema pallidum e si propaga principalmente attraverso i rapporti sessuali, inclusi i contatti oro-genitali. Le persone non protette durante l'attività sessuale corrono i rischi maggiori di contagio. Ciò che rende questa malattia particolarmente insidiosa è la sua natura ingannevole: nei primi stadi può manifestarsi come una piccola lesione indolore che scompare spontaneamente, inducendo il paziente a credere di essersi spontaneamente guarito. In realtà, l'agente patogeno continua a proliferare silenziosamente nell'organismo, riemergendo settimane o anni dopo con conseguenze potenzialmente devastanti per il sistema nervoso e cardiovascolare.

Per identificare correttamente l'infezione è fondamentale sottoporsi a test specifici. Gli esami del sangue generalmente diventano significativi almeno quattro settimane dopo il contagio, mentre i tamponi diretti sulla lesione permettono una diagnosi più rapida. Bassetti sottolinea come la diagnosi precoce sia cruciale: una volta individuata, la sifilide risponde bene ai trattamenti farmacologici disponibili. Tuttavia, il mancato riconoscimento può portare a danni gravi e irreversibili a livello neurologico e cardiaco.

L'esperto reinterpreta il fenomeno non come una questione moralistica, bensì come un problema collettivo di salute pubblica. Il messaggio non intende incoraggiare l'astinenza, quanto piuttosto promuovere consapevolezza e responsabilità. Sottoporsi a screening regolari per le infezioni sessualmente trasmissibili dovrebbe essere considerato alla stregua di qualsiasi altro aspetto della prevenzione sanitaria, senza tabù o imbarazzo. Bassetti ribadisce che il preservativo rimane il mezzo di protezione più efficace contro la trasmissione della sifilide e di altre patologie infettive. L'invito finale è quello di combinare prevenzione primaria attraverso l'uso di protezioni, con controlli diagnostici periodici per intercettare eventuali contagi prima che causino danni irreversibili.