Il presidente Sergio Mattarella ha raggiunto Firenze in treno per ricevere un riconoscimento accademico presso l'università della città, dove la Scuola di scienze politiche Cesare Alfieri festeggia 150 anni di storia. La cerimonia si è svolta presso il Teatro del Maggio musicale fiorentino, con la presenza della sindaca Sara Funaro, della prefetta Francesca Ferrandino e del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Mattarella ha utilizzato l'occasione per pronunciare un discorso ricco di spunti sulla situazione politica mondiale contemporanea.
Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha ripreso una celebre analisi dello studioso Silvano Tosi, allievo di Cesare Alfieri, che nel 1957 commentava l'opera di Alexis de Tocqueville sulla democrazia americana. Mattarella ha citato l'inquietante profezia di Tocqueville che prevedeva un futuro oscillante tra libertà democratica e dittatura cesarista, caratterizzata da "forme finzioni di rappresentanza e da un controllo asfissiante sull'individuo mascherato da benevolenza". "Non permettiamo che ciò accada, che la storia regredisca fino a questo punto", ha commentato Mattarella, sottolineando come l'avvertimento scritto più di sessant'anni fa risulti sorprendentemente pertinente ai giorni nostri.
Il presidente ha poi affrontato il tema dei poteri sovranazionali contemporanei, evidenziando come giganti tecnologici e istituzioni finanziarie globali esercitino un'influenza crescente sulla vita dei cittadini, spesso fondendo i due aspetti. Mattarella ha denunciato quello che ha definito un tentativo sistematico di eludere gli accordi internazionali sottoscritti dopo il 1945, quando la comunità mondiale stabilì le regole per le relazioni tra Stati basate sulla parità. "Esiste una chiara volontà di operare al di fuori di queste regole e dei meccanismi sovranazionali che le garantiscono", ha dichiarato Mattarella, definendo questa dinamica uno dei rischi maggiori per la stabilità istituzionale mondiale.
Le parole del Capo dello Stato riflettono una preoccupazione ricorrente nei suoi ultimi discorsi pubblici: il deterioramento dei vincoli multilaterali e il rafforzamento di logiche autoritarie travestite da modernità. Il suo messaggio implica che le sfide globali di natura tecnologica, economica e geopolitica stanno mettendo a dura prova gli equilibri democratici costruiti nel dopoguerra, richiedendo una vigilanza costante da parte delle istituzioni. Dopo l'evento accademico, Mattarella ha visitato l'Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell'Età Contemporanea, consolidando il messaggio storico-civile del suo intervento.
Al passaggio dalla stazione di Santa Maria Novella, alcuni viaggiatori hanno riconosciuto il presidente e gli hanno tributato un applauso spontaneo, testimoniando il riconoscimento popolare della figura istituzionale.