Nicola Fratoianni ha lanciato un attacco frontale nei confronti di Cristina Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo le affermazioni controverse che la funzionaria ha rilasciato durante una trasmissione televisiva. Secondo il leader di Sinistra Italiana, le parole pronunciate da Bartolozzi rappresentano in realtà il migliore argomento a sostegno del voto contrario al referendum sulla riforma della giustizia, poiché finalmente esprimono apertamente ciò che il governo intende perseguire con questa operazione legislativa.
Durante il dibattito su Telecolor Sicilia, Bartolozzi ha descritto la magistratura con toni particolarmente duri, paragonandola a un «plotone d'esecuzione», e ha invitato gli spettatori a votare favorevolmente alla consultazione referendaria. Fratoianni ha interpretato questo intervento come una conferma della vera natura della cosiddetta «controriforma»: delegittimare l'istituzione giudiziaria. «Lo diciamo da tempo», ha sottolineato il politico, «e questa dichiarazione lo dimostra inequivocabilmente». Per il deputato, le parole della funzionaria sono così gravi da giustificare un allontanamento immediato dal suo incarico.
Fragatoianni ha inoltre affrontato la situazione geopolitica in Medio Oriente, manifestando preoccupazione per l'evoluzione del conflitto in corso nella regione. Ha ironizzato sulla posizione dell'amministrazione americana, ricordando come Donald Trump aveva in passato aspirato al riconoscimento del Premio Nobel per la pace, nonostante stia ora alimentando quotidianamente nuovi focolai di tensione internazionale. L'esponente della sinistra ha rivolto critiche anche all'esecutivo italiano, accusandolo di non riuscire a prendere una posizione chiara e determinata rispetto all'escalation in atto.
Secondo Fratoianni, l'atteggiamento del governo italiano risulta particolarmente problematico: mentre la situazione a Teheran si deteriora, l'esecutivo sembra incapace di formulare una dichiarazione politica coerente. Ha sottolineato che il governo ha riconosciuto l'aumento delle tensioni, ma non ha saputo articolare una risposta adeguata, quasi comportandosi come se le conseguenze della guerra si verificassero spontaneamente, senza causa alcuna.