Volkswagen ha ufficializzato un piano di ridimensionamento della forza lavoro che coinvolgerà 50mila dipendenti nel territorio tedesco entro il 2030. L'annuncio, comunicato dall'amministratore delegato Oliver Blume nella lettera agli azionisti inclusa nella relazione annuale, rappresenta un significativo scostamento rispetto all'accordo sottoscritto con le rappresentanze sindacali alla fine del 2024, quando era stata concordata la gestione di 35mila esuberi. I nuovi tagli interesseranno oltre alla casa madre anche le controllate Audi e Porsche, oltre alla divisione software Cariad, consolidando una strategia di drastica riduzione dei costi.
Il ritorno ai numeri rossi rappresenta il traino principale della decisione. Nel 2025 la società ha registrato un utile netto di 6,9 miliardi di euro, praticamente dimezzato rispetto ai 12,4 miliardi dell'anno precedente, con un calo del margine operativo da 59,47 a 51,24 miliardi. Si tratta del risultato più deludente dal 2016, quando il gruppo si trovò a fronteggiare il terremoto dello scandalo Dieselgate. Secondo la società, il collasso dei guadagni è riconducibile alla pressione dei dazi americani, all'agguerrita concorrenza dei produttori cinesi e agli investimenti costosi legati alla riorganizzazione di Porsche.
Nel tentativo di invertire la rotta, Volkswagen ha lanciato un programma di contenimento dei costi puntando a risparmiare 15 miliardi di euro annui. Parallelamente, il gruppo sta accelerando sulla transizione verso la mobilità elettrica, con risultati che offrono qualche spiraglio positivo. In Europa gli ordini hanno registrato una crescita del 13%, mentre i veicoli a batteria hanno registrato un balzo del 55%, rappresentando ormai il 22% del totale degli ordini complessivi del gruppo.
Le prospettive per il 2026 contengono elementi di moderato ottimismo. Volkswagen prevede un incremento del volume di vendite fino al 3% con un margine operativo sulle vendite compreso tra il 4 e il 5,5%. Nel segmento automobilistico puro, il ritorno sugli investimenti dovrebbe oscillare tra l'11 e il 12%, mentre i flussi di cassa netti sono stimati tra 3 e 6 miliardi di euro, con una posizione di liquidità netta proiettata tra 32 e 34 miliardi.