Peter Thiel, il cofondatore di PayPal e presidente di Palantir, sbarca a Roma durante la Quaresima per una serie di lezioni straordinarie sulla natura dell'Anticristo nel nostro tempo. Dal 15 al 18 marzo prossimi, presso la Pontificia Università "San Tommaso d'Aquino", il noto imprenditore e investitore californiano condurrà seminari ad accesso ristrettissimo sulla malvagità del ventunesimo secolo. Si tratta di un evento senza precedenti: tre ore giornaliere, completamente off the record, senza smartphone, registrazioni o telecamere, riservato a una platea selezionatissima composta da accademici, politici, imprenditori e intellettuali.
La scelta della Capitale per questa tappa rappresenta una mossa fortemente simbolica. Roma, cuore della cristianità cattolica, ospiterà un pensatore noto per coniugare il pensiero apocalittico con la visione tecnocratica moderna. Thiel, la cui influenza sulla politica conservatrice americana è nota (è stato uno dei principali teorici del movimento straussiano sin dai primi anni duemila, nel contesto dell'immediato post 11 settembre), ha costruito la sua fortuna sulla gestione massiccia dei dati attraverso Palantir, società il cui nome rimanda alla pietra veggente della celebre opera di Tolkien.
La natura estremamente riservata di questi incontri alimenta naturalmente le speculazioni sulla lista degli invitati. Rimane aperta la questione su quali personalità italiane di primo piano riceveranno l'ambito invito: potranno esserci rappresentanti della Curia romana, ministri del governo Meloni come Matteo Salvini o Guido Crosetto, o ancora lo stesso presidente del Consiglio? Al momento, il massimo riserbo circonda l'identità dei partecipanti.
La tematica delle lezioni si discosta radicalmente dal vocabolario usuale della Silicon Valley. Piuttosto che discutere di modelli aziendali o innovazione tecnologica, Thiel affronterà il concetto contemporaneo del male. Non attraverso la simbologia medievale dell'Apocalisse giovannea, bensì come fenomeno strutturale del potere moderno. Il suo approccio intreccia riferimenti biblici con la teoria del desiderio mimetico del filosofo René Girard e il concetto del capro espiatorio, mischiando elementi religiosi tradizionali con la logica della tecnocrazia contemporanea. Rimangono da chiarire i contorni specifici di questa riflessione, che tocca inevitabilmente questioni controverse relative al ruolo di Palantir nei programmi di controllo migratorio americani e alle implicazioni etiche della sorveglianza predittiva.