Una nuova fase dell'inchiesta romana sui meccanismi di finanziamento del cinema ha coinvolto stamattina i principali studi di produzione italiani. Gli investigatori delle Fiamme Gialle si sono presentati presso la struttura di Cinecittà per raccogliere atti e documentazione riguardanti il lungometraggio "Queer" e la serie televisiva "M. Il figlio del secolo", entrambi realizzati dalla società The Apartment Srl, controllata da Fremantle. L'iniziativa rappresenta un capitolo importante della complessa indagine avviata dalla magistratura romana sulla gestione dei benefici fiscali nel settore audiovisivo.

L'inchiesta della Procura di Roma si concentra sul sistema del tax credit, il dispositivo normativo che consente alle case di produzione di recuperare una quota significativa delle risorse investite attraverso crediti di imposta riconosciuti dallo Stato. Secondo i dubbi sollevati dagli inquirenti, alcuni operatori avrebbero dichiarato costi gonfiati o inesatti per ottenere agevolazioni fiscali superiori a quelle effettivamente dovute, configurando una potenziale frode contro l'erario pubblico.

Questa operazione odierna non rappresenta il primo intervento dei militari della Finanza nel settore. Nelle scorse settimane, la Guardia di Finanza aveva già acquisito documentazione relativa ad altre produzioni di prestigio realizzate dalla casa di produzione Wildside, tra cui i film "Finalmente l'alba", "Siccità" e "Immensità". Le verifiche coprono il periodo compreso tra il 2022 e il 2023, anni cruciali per la ripresa delle attività cinematografiche nel nostro paese.

Cinecittà ha confermato l'accaduto attraverso una dichiarazione ufficiale, sottolineando la totale collaborazione con le autorità investigative. "Questa mattina, nell'ambito del procedimento relativo al biennio 2022-2023, la Guardia di Finanza ha richiesto documentazione necessaria per gli accertamenti", si legge nella nota dello storico studio romano, che ha garantito il massimo impegno nel fornire ogni elemento ritenuto rilevante.

L'indagine assume contorni significativi considerando la rilevanza internazionale delle produzioni coinvolte e il valore economico degli incentivi fiscali in gioco. Le autorità intendono verificare se vi siano stati scostamenti tra i costi effettivamente sostenuti e quelli rendicontati nelle domande di accesso al tax credit. L'esito di questa inchiesta potrebbe avere implicazioni importanti per l'intero settore audiovisivo italiano e sulla credibilità del sistema incentivante dello Stato.