La Liguria si prepara a una battaglia contro i lupi ricorrendo a metodi di indagine genetica. Il consiglio regionale ha approvato una mozione presentata dalla Lega che autorizza il prelievo sistematico di campioni biologici dai predatori presenti sul territorio. L'obiettivo ufficiale è l'identificazione certa della specie attraverso l'analisi del Dna, ma dietro questa misura si cela una strategia ben più ampia: creare il presupposto normativo per procedere, in seguito, alla riduzione delle popolazioni lupine mediante abbattimenti controllati.

La proposta della Lega sottolinea l'importanza di accertare scientificamente quale tipo di predatore sia responsabile dei danni al bestiame locale, particolarmente rilevanti per gli allevatori della regione. Una volta stabilita l'identità genetica degli animali, la mozione apre concretamente la strada a interventi di contenimento della popolazione attraverso l'eliminazione selettiva. Si tratta di una soluzione che il partito di destra sostiene come necessaria per proteggere l'economia pastorale regionale.

Questa decisione rappresenta un cambio di rotta nelle politiche regionali sulla fauna selvatica e si colloca in una cornice più ampia di tensione tra conservazionisti e categorie produttive. Mentre gli ambientalisti sottolineano l'importanza ecologica dei lupi nell'ecosistema, i rappresentanti del mondo agricolo e della Lega denunciano perdite economiche significative e chiedono misure più incisive di gestione della specie.

La data dell'approvazione, fissata al 10 marzo 2026, segna il momento in cui la Liguria ha ufficialmente intrapreso questa strada. I prossimi passi comporteranno l'implementazione concreta del programma di campionamento genetico, con risorse destinate alla raccolta e all'analisi dei dati biologici. Una volta completata questa fase preparatoria, le autorità regionali disporranno della base scientifica ritenuta necessaria per giustificare eventuali interventi di riduzione della presenza lupina nel territorio.