L'Italia ha regnato incontrastata nel mondo della gioielleria fino agli anni Ottanta, quando era il principale produttore globale con epicentri di eccellenza sparsi da Vicenza ad Arezzo, da Milano a Napoli. Oggi, nonostante il settore generi ancora fatturati superiori ai 6 miliardi di euro annui, la situazione si è capovolta: le gioiellerie chiudono i battenti con una frequenza allarmante, circa 20 al mese negli ultimi due anni, mentre l'intera filiera artigianale fatica a trovare continuità generazionale.

A portare questa analisi impietosa è Roberto Ricci, anima creativa dietro Rubinia, marchio della gioielleria artigianale lombarda che opera nel mercato italiano e francese. Secondo Ricci, i problemi affondano radici profonde. I gioiellieri hanno perso di vista il loro ruolo vero: non vendono semplici oggetti, ma emozioni e memorie che accompagnano i momenti cruciali della vita. Contemporaneamente, le scuole di formazione hanno riorientato l'insegnamento verso profili industriali, lasciando vuoto il bacino di artigiani davvero qualificati. Il ricambio generazionale rappresenta un ulteriore scoglio: i giovani non avvertono il fascino del mestiere, non comprendono quanto sia profondamente diverso creare un pezzo unico rispetto alla produzione di massa.

"Un gioiello non è consumismo, è arte pura" sostiene Ricci. Ogni manufatto in oro e argento racchiude unicità intrinseca, esattamente come la vita di chi lo indosserà. A differenza dei prodotti industriali, identici per definizione, un gioiello artigianale è memoria indossabile, frammento di storia personale. Non è casuale che l'oro sia il materiale più riciclato della storia: quanti deciderebbero davvero di sbarazzarsi dell'anello della nonna?

Proprio per affrontare questa riflessione più ampia, Ricci ha dato alle stampe "Rubinia - Storia di un gioiello. 40 anni di amore, arte, impresa", un volume di 322 pagine (16,90 euro) che ripercorre quattro decenni di esperienza imprenditoriale. Pubblicato nel 2025 in occasione del quarantesimo anniversario del brand, il libro è disponibile in libreria, su Amazon e altre piattaforme digitali, incluso l'e-book. L'autore non si limita a raccontare il passato: propone una visione costruttiva sul futuro del settore, enfatizzando come l'innovazione sia indispensabile per la rinascita della gioielleria artigianale.

Una scelta che rivela valori condivisi: Rubinia ha deciso di devolvere i proventi della vendita del libro a fini solidali. Nello specifico, l'azienda trasferirà il 60% del prezzo di copertina (al netto dei costi di stampa) per i volumi fisici e il 70% per gli e-book al progetto Casa&Bottega, un'iniziativa di solidarietà lanciata dall'azienda stessa nel 2025. Un gesto che trasforma il racconto d'impresa in un veicolo di responsabilità sociale, testimoniando come la riflessione sulla tradizione possa accompagnarsi al contributo concreto verso le comunità.