Gli stretti consiglieri del presidente Donald Trump stanno esercitando pressioni crescenti affinché trovi una soluzione al conflitto iraniano, preoccupati dalle conseguenze economiche e politiche di un prolungamento della guerra. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l'amministrazione starebbe prendendo in seria considerazione due opzioni militari distinte per proclamare una vittoria sulla Repubblica Islamica, entrambe comporterebbero l'impiego di truppe americane in operazioni di terra.

La prima ipotesi riguarderebbe l'occupazione dell'isola di Kharg e delle sue strutture di estrazione petrolifera, considerata attualmente un'opzione troppo radicale per essere implementata dall'esecutivo americano. Più concreta appare invece la seconda alternativa, già menzionata dallo stesso Trump nelle settimane passate: una missione segreta sul suolo iraniano per recuperare e neutralizzare le riserve di uranio arricchito prodotte dal governo di Teheran. Secondo quanto riportato dalla Cnn, sette funzionari dell'amministrazione e analisti militari coinvolti nella pianificazione confermano che il combustibile nucleare rappresenta il bersaglio primario dell'esecutivo americano.

Le fonti consultate dalla rete televisiva indicano che le riserve di uranio arricchito si troverebbero principalmente in un complesso sotterraneo nel sito nucleare di Isfahan, con quantitativi aggiuntivi presso l'impianto di Natanz. Un'operazione di questo tipo richiederebbe il dispiegamento di migliaia di soldati americani per l'evacuazione, il trasporto e la messa in sicurezza di tonnellate di materiale altamente radioattivo. Secondo gli analisti interpellati, i raid aerei condotti dagli Stati Uniti nel giugno scorso avrebbero danneggiato le infrastrutture in superficie, permettendo agli iraniani di rimuovere i detriti e riottenere accesso ai tunnel sotterranei.

Questo elemento risulta cruciale nella valutazione strategica: gli attacchi dal cielo si sono dimostrati inefficaci nel colpire le strutture sotterranee di Isfahan, rendendo inevitabile l'intervento di unità terrestri per raggiungere gli obiettivi. Una simile operazione comporterebbe rischi militari enormi e potrebbe avere ricadute politiche significative sia a livello internazionale che domestico. La Casa Bianca continua le discussioni interne per valutare fattibilità e conseguenze di entrambi gli scenari nel tentativo di trovare una via d'uscita dal conflitto con l'Iran.