La decisione del Municipio II di Roma di spostare i venditori ambulanti da piazzale Flaminio a piazza Mancini ha riacceso le tensioni tra Augusto Proietti, figura storica del commercio ambulante capitolino, e Rocco Casalino, ex portavoce del presidente Giuseppe Conte. Il trasferimento, atteso da tempo, rappresenta il punto di rottura definitivo tra i due, alimentando una controversia che periodicamente emerge sulla scena pubblica romana.

Proietti ha diffuso sui social un video della durata di sette minuti contenente pesanti insulti a sfondo omofobico rivolti a Casalino, accusandolo di aver ispirato la scelta amministrativa. Nel filmato, postato l'8 marzo, il venditore ha esteso le critiche anche all'amministrazione municipale, definendola con termini offensivi e lamentandosi della decisione qualificandola come scelta puramente politica. Non si tratta di un'escalation inedita: due anni fa Proietti aveva già pubblicato contenuti simili online, evidenziando un conflitto mai veramente risolto tra i due.

Secondo quanto riferito da fonti amministrative, lo spostamento è stato deciso sulla base di un iter amministrativo complesso, avviato prima dall'attuale giunta e supportato da diverse sentenze favorevoli al trasferimento. Le motivazioni ufficiali includono anche le conseguenze dell'incendio del 2024 e le prescrizioni di sicurezza emanate dalla Questura di Roma, particolarmente rilevanti data la vicinanza alle uscite della metropolitana e della linea ferroviaria Roma-Viterbo. Casalino ha sottolineato come il suo ruolo sia stato marginale: alcune segnalazioni inviate ai vigili urbani riguardanti il degrado della zona, analoghe a quelle presentate dai comitati di residenti.

La risposta dell'ex portavoce non si è fatta attendere. Contattato dalla redazione, Casalino ha rigettato le accuse di aver pilotato la decisione comunale, evidenziando come la giunta attuale non includa rappresentanti del Movimento Cinque Stelle. Ha inoltre ribadito come le sue comunicazioni alle autorità fossero circoscritte a specifiche problematiche di ordine pubblico, esattamente come i reclami presentati dai cittadini del quartiere. Di fronte alle ripetute insinuazioni e alle dichiarazioni ritenute diffamatorie, Casalino ha preannunciato l'avvio di un procedimento legale su due fronti: una causa civile e un'azione penale per contrastare quella che considera una campagna di delegittimazione basata su falsità deliberate.