Tensioni visibili all'interno del fronte trasversale che sostiene il Sì al referendum sulla separazione delle carriere in programma per il 22 e 23 marzo. Durante la presentazione dell'intergruppo parlamentare nato per promuovere la riforma costituzionale, esponenti di Italia Viva e altre formazioni centriste hanno lanciato critiche pesanti ai loro alleati della coalizione di centrodestra, accusandoli di mettere a rischio l'esito del voto con scelte comunicative inopportune.
Federico Mollicone, deputato di Fratelli d'Italia e promotore dell'iniziativa, ha sottolineato la natura trasversale del fronte del Sì, annunciando che l'intergruppo resta aperto a tutte le forze politiche. Tuttavia, sono subito saltati all'occhio gli assenti di rilievo: sia Forza Italia che la Lega non erano rappresentate alla conferenza stampa, segnale di un sostegno non particolarmente entusiasta da quella parte dello schieramento.
Le acque si sono però torbide quando è emerso il caso dell'eurodeputata Bartolozzi, finita sotto il fuoco degli attacchi giudiziari. Roberto Giachetti di Italia Viva non ha trattenuto la frustrazione: il centrodestra, ha denunciato, sta facendo di tutto per far naufragare il referendum. Ha poi criticato il metodo di alcuni esponenti della destra che, ogni volta che un magistrato prende una decisione su questioni personali, ne approfittano per parlare della riforma, travisandone completamente il senso e gli obiettivi reali.
Stefano Esposito, ex parlamentare del Pd, ha rivolto un appello diretto a Mollicone: sarebbe meglio, ha suggerito, che i leader del centrodestra consigliassero ai loro esponenti privi di incarichi istituzionali di restare fuori dalla campagna mediatica mentre gli altri proseguono il loro lavoro di promozione del Sì. Il tono di Esposito è stato quasi supplice: "Questa partita è troppo importante, non vogliamo ripetere l'esperienza di Penelope".
Ancora più netta la posizione di Benedetto Della Vedova di +Europa, il quale ha riferito di aver sentito lamentele da colleghi della maggioranza governativa sulla scarsa mobilitazione della Lega e di Salvini. Della Vedova ha però rovesciato la prospettiva: meglio che Salvini continui così, perché ogni suo intervento contro la magistratura sul caso specifico finisce solo per rafforzare gli argomenti del fronte del No. Ha quindi invitato esplicitamente il leader leghista a fare un passo indietro e Meloni a rispettare l'indipendenza della magistratura.
Mollicone ha comunque proseguito, annunciando l'appuntamento successivo per il 17 marzo con il "Comizio d'amore per il Sì" a Montecitorio. Ha anche scherzato sulla possibilità di coinvolgere artisti nella campagna, ipotizzando una collaborazione musicale che potesse accompagnare il messaggio referendario.