Una scelta controcorrente quella di Fabrizio Gifuni, protagonista della serie televisiva Portobello dove ha vestito i panni di Enzo Tortora, figura divenuta iconica della campagna referendaria a favore della riforma della giustizia. L'attore ha deciso di rendere pubblica la sua posizione attraverso i canali social, schierandosi nettamente per il No alla proposta costituzionale del ministro Nordio.
Nella sua dichiarazione articolata in quattro punti, Gifuni smonta le motivazioni alla base della riforma. Secondo l'interprete, lo scopo reale non sarebbe tanto la separazione delle carriere fra magistrati requireenti e giudicanti, una distinzione che "di fatto esiste già", bensì l'indebolimento del Consiglio Superiore della Magistratura, l'organo costituzionale creato dai padri della Repubblica proprio per tutelare l'indipendenza del potere giudiziario. Gifuni sottolinea come attualmente il passaggio da una magistratura all'altra sia richiesto da un numero "infinitesimale" di professionisti del foro.
L'attore esprime inoltre preoccupazioni concrete sulla natura dei pubblici ministeri: "Una separazione completa rischierebbe di trasformare il pm in un accusatore mosso dalla ricerca della condanna a tutti i costi, piuttosto che da una valutazione equilibrata delle prove". Una deriva che contrasterebbe con i principi fondamentali di un processo equo e imparziale. Inoltre, Gifuni critica i toni utilizzati dai sostenitori della riforma, accusandoli di manifestare "insofferenza nei confronti di un'intera categoria" piuttosto che genuine motivazioni riformatrici.
Infine, l'interprete colloca il referendum in un contesto più ampio di erosione costituzionale. Secondo Gifuni, la proposta normativa non affronterebbe effettivamente i grandi problemi della giustizia italiana, mentre si inserirebbe in un disegno politico che starebbe progressivamente minando i meccanismi di garanzia costituzionali. Cita fra gli esempi il diritto di manifestazione e di libera espressione. La sua conclusione rimanda alla Carta costituzionale nata dall'antifascismo e costruita su un equilibrio di pesi e contrappesi che, a suo avviso, merita di essere preservato.