La situazione della rete tranviaria milanese gestita da ATM è diventata preoccupante. Nel breve arco di dieci giorni si sono verificati tre deragliamenti che hanno acceso i riflettori sulla sicurezza del servizio di trasporto pubblico del capoluogo lombardo. Sebbene gli ultimi due episodi non abbiano causato conseguenze gravi per passeggeri e conducenti, un tram che esce dai binari rappresenta comunque un evento di elevata pericolosità che non può essere minimizzato.

Secondo gli esperti del settore, è indispensabile avviare immediatamente un'inchiesta tecnica approfondita. Gli aspetti da verificare con urgenza riguardano lo stato generale della rete infrastrutturale, le condizioni di manutenzione dei mezzi sia vecchi che di recente acquisizione, e le modalità operative della flotta. Parallelamente, occorre affrontare il problema strutturale del personale di guida, sempre più sottoposto a condizioni di lavoro insostenibili caratterizzate da doppi turni e straordinari eccessivi. In questi anni il servizio ha già subito riduzioni di mezzi in circolazione, eppure gli incidenti continuano a moltiplicarsi.

Il nodo centrale rimane la qualità e l'affidabilità del trasporto pubblico urbano. Quando il servizio risulta scadente o inaffidabile, i cittadini tendono a tornare all'automobile, con effetti devastanti su congestione del traffico e qualità dell'aria. Milano ha già subito questo fenomeno negli ultimi anni, con le lunghe attese e le inefficienze che hanno spinto molti pendolari verso il mezzo privato. Se la sicurezza e l'efficienza non verranno garantite, il rischio è quello di peggiorare ulteriormente la situazione ambientale e la vivibilità complessiva della città.

Sotto accusa finisce anche la gestione strategica del Comune di Milano, proprietario di ATM. Gli analisti sottolineano come sia contraddittorio investire risorse pubbliche in competizioni internazionali per gestire metropolitane in altre città europee come Salonicco e Parigi, mentre il servizio locale continua a presentare falle significative. Tale situazione risulta ancora più critica considerando che ATM opera in un regime di monopolio locale che, visti i risultati attuali, non sembra garantire più lo sviluppo e l'efficienza necessari. La priorità dovrebbe essere quella di focalizzare attenzione e fondi sul miglioramento immediato della rete milanese, dalle infrastrutture alle condizioni del personale.