Un caso che mette in discussione i meccanismi della giustizia italiana. Lorenzo Innocenti, architetto di 47 anni, il prossimo 25 marzo avrebbe dovuto comparire davanti al giudice per rispondere dell'omicidio di Eleonora Guidi, sua compagna, brutalmente assassinata l'8 febbraio 2025 a Rufina, in provincia di Firenze. Colpita con ventiquattro coltellate davanti al figlio minore, ancora in tenera età. Eppure oggi quell'uomo cammina liberamente nei corridoi dell'ospedale di Ponte a Niccheri, senza alcun vincolo.
Il motivo? Dopo il delitto, Innocenti si è gettato dal secondo piano dello stabile nel tentativo di togliersi la vita. Le gravi lesioni riportate lo hanno lasciato con problemi cognitivi significativi: amnesia, difficoltà di linguaggio e impedimenti nel ragionamento. Tre periti specializzati – lo psichiatra Rolando Paterniti, la neurologa Antonella Notarelli e il medico legale Beatrice Defraia – hanno stabilito che l'uomo non versa attualmente in condizioni di affrontare un processo e non rappresenterebbe un pericolo per la società. Gli stessi periti però lasciano uno spiraglio: questi deficit potrebbero risultare temporanei e migliorare con un percorso riabilitativo specializzato di almeno dodici mesi.
Ma la famiglia della vittima vede tutto diversamente. I consulenti di Eleonora – il neurologo Sandro Sorbi, il medico legale Aurelio Bonelli e lo psichiatra Stefano Berrettini – dipingono un quadro opposto: quella pioggia di ventidue fendenti rivela una violenza selvaggia, premeditata e incontrollabile. Per loro, non esistevano precedenti disturbi psichiatrici o neurologici certificati. Innocenti, secondo questa tesi, è semplicemente un uomo incapace di gestire i propri impulsi aggressivi e pertanto estremamente pericoloso.
Le parole di Elisabetta, sorella di Eleonora, riportate dal Corriere Fiorentino, esprimono la rabbia e lo sconforto della famiglia: «Parla, si muove, gira liberamente in ospedale ma non lo vogliono processare. È uno scandalo assoluto. Qualcuno dovrà spiegarci se d'ora in poi per sfuggire a un'accusa di femminicidio basti inscenare un drammatico gesto, come buttarsi dal balcone». La sorella aggiunge che dopo la morte di Eleonora la famiglia ha ricevuto solo delusioni: nessun sequestro dei beni a favore del bambino, come accadrebbe normalmente nei casi di violenza contro minori, e ancora nessuna formalizzazione di procedimenti cruciali.
Intanto, Innocenti continua la sua degenza senza restrizioni, con una rivalutazione prevista fra dodici mesi. Il processo rimane sospeso, alimentando un dibattito profondo sulla capacità processuale degli imputati, sulla protezione delle vittime e sulla ricerca di equilibrio tra il diritto alla difesa e la tutela della giustizia penale.