La donazione della portaerei Garibaldi all'Indonesia rimane bloccata nelle commissioni Esteri e Difesa. Il voto, che sembrava certo, è stato rinviato dopo che il governo ha deciso di non presentarsi all'audizione convocata dai parlamentari. A pesare sulla situazione sono le recenti investigazioni giornalistiche che hanno sollevato dubbi sulla trasparenza dell'operazione e sui possibili conflitti di interesse coinvolgenti esponenti dell'esecutivo.
Proprio nelle commissioni competenti, le opposizioni hanno richiesto un differimento del voto per ottenere i chiarimenti necessari prima di procedere. Il Parlamento aveva esplicitamente chiesto al governo di fornire spiegazioni dettagliate su diversi aspetti dell'accordo con Jakarta, tanto sotto il profilo politico quanto amministrativo. L'assenza totale dell'esecutivo, compresi il ministro della Difesa Guido Crosetto e i relatori di maggioranza, ha reso impossibile questa discussione preliminare.
Centrale nella controversia è il ruolo della società Drass, guidata dall'imprenditore Sergio Cappelletti. Secondo le indagini pubblicate nei giorni scorsi, lo stesso Cappelletti si trovava a Dubai contemporaneamente al ministro Crosetto, in un periodo in cui l'operazione sulla nave era ancora in fase decisiva. La Drass non solo è stata designata dall'Indonesia come intermediaria della cessione, ma è anche beneficiaria di un altro importante contratto relativo alla fornitura di sottomarini allo stesso governo indonesiano. Questa sovrapposizione di ruoli ha alimentato i sospetti su possibili conflitti di interesse.
I capigruppo democratici Enzo Amendola e Stefano Graziano hanno definito l'assenza del governo "grave e incomprensibile", sottolineando che il Parlamento necessitava di chiarimenti su molteplici aspetti ancora nebulosi. Anche i componenti del Movimento Cinque Stelle delle commissioni, con il capogruppo Arnaldo Lomuti e il deputato Marco Pellegrini, hanno denunciato che l'esecutivo si è "sottratto" al confronto, accusando l'assenza sia del ministro che dei sottosegretari. Hanno inoltre richiesto spiegazioni specifiche sul ruolo effettivo di Drass come intermediaria e sui legami tra questa cessione e l'appalto per i sottomarini.
Il rinvio ha ottenuto il supporto anche di una parte delle forze di maggioranza, come hanno evidenziato i senatori dem Alessandro Alfieri e Graziano Delrio. Quest'ultimi hanno sottolineato che rimangono irrisolti i quesiti riguardanti il coinvolgimento di Drass e il fatto che la medesima società possa trarre benefici indiretti dall'operazione complessiva della donazione della nave. Il differimento della votazione rappresenta una battuta d'arresto per un'operazione che il governo considerava già definita, ma che ora dovrà affrontare un esame parlamentare più approfondito e critico.