Nel corso della manifestazione organizzata da Open in collaborazione con Iliad, tenutasi a Roma il 10 marzo, due figure di spicco della ricerca aerospaziale europea hanno condiviso la loro esperienza e visione sul settore. Anthea Comellini, astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea, ha posto l'accento sulla necessità di correggere la narrazione distorta che circonda l'accesso delle donne alle professioni scientifiche e spaziali. «Esiste un racconto completamente sbagliato», ha affermato, evidenziando come le istituzioni tendano a proporre modelli di eccezionalità che scoraggiano i giovani talenti.
Secondo Comellini, il vero ostacolo non risiede nella difficoltà intrinseca delle materie, bensì nella loro percezione. «Matematica e fisica sono linguaggi. Bisogna trovare la giusta metodologia per impararle, ma nessuno riuscirà a farlo se gli viene detto che non ne è capace». L'astronauta ha sottolineato come ingegneria rappresenti uno scoglio significativo per molti studenti a causa della complessità dei contenuti e della qualità della didattica, ma una volta superato il primo impatto, gli ambiti di applicazione si rivelano straordinariamente ampi. Con una nota provocatoria, ha concluso: «Persino navicelle spaziali possono essere costruite da chi non è un genio della matematica».
Andrea Patassa ha raccontato invece una traiettoria più lineare verso le discipline scientifiche, spiegando come la fisica gli abbia sempre affascinato per la sua capacità di fornire risposte alle domande quotidiane. La passione per lo studio scientifico, ha evidenziato, rappresenta il fondamento per qualsiasi carriera innovativa nel prossimo futuro.
Ambedue i relatori hanno affrontato il tema dell'intelligenza artificiale, tema di accesa discussione in ambito professionale. Contrariamente a visioni catastrofiche, Comellini ha reiterato che l'IA non eliminerà le professioni tecniche, ma modificherà radicalmente le modalità operative. «Gli ingegneri continueranno a esistere. Disporranno semplicemente di nuovi strumenti che potranno ridurre i tempi dedicati a compiti ripetitivi». Secondo gli esperti, le discipline STEM rappresentano dunque la porta d'accesso ai mestieri del domani, mentre l'intelligenza artificiale sarà un acceleratore nel raggiungimento di obiettivi straordinari, dalla ricerca scientifica all'esplorazione marziana.
L'intervento dei due astronauti ha messo in luce come il dibattito contemporaneo sui vantaggi e i rischi dell'automazione tecnologica richieda una comprensione più profonda e razionale, spogliata dai timori infondati che spesso caratterizzano la discussione pubblica. In questo senso, l'educazione scientifica diffusa risulta essenziale per creare cittadini consapevoli dei cambiamenti in corso e in grado di gestirli costruttivamente.