Un nuovo accordo strategico tra la Luiss di Roma e Google mira a trasformare l'esperienza universitaria attraverso l'intelligenza artificiale. La collaborazione, presentata oggi nell'evento "Reimagine the Learning Experience at Luiss", coinvolgerà quattro aree cruciali dell'ateneo: l'insegnamento, l'apprendimento, la ricerca e i processi amministrativi. Si tratta di un'intesa che promette di durare nel tempo, con Google fornendo non solo la tecnologia necessaria, ma anche supporto professionale, formazione e certificazioni dedicate.
Secondo il Rettore Paolo Boccardelli, la chiave del successo risiede nella corretta gestione del binomio uomo-intelligenza artificiale. "Le nostre ricerche dimostrano che quando i docenti esercitano una supervisione attenta sull'IA e successivamente valutano gli studenti attraverso metodi tradizionali, i risultati dell'apprendimento risultano più solidi", ha spiegato Boccardelli. L'avvertimento del rettore è chiaro: l'IA funziona come supporto efficace solo se utilizzata consapevolmente, mentre il rischio di danno emerge quando viene impiegata come sostituto della capacità riflessiva umana.
Colin Marson, responsabile di Google for Education per l'Europa, il Medio Oriente e l'Asia Pacifico, ha confermato l'impegno dell'azienda nel lungo termine, sottolineando come questa partnership rappresenti un'opportunità di crescita condivisa tra il colosso tecnologico e l'istituzione accademica romana. La sinergia tra i due soggetti punta a offrire strumenti concreti sia ai docenti che agli studenti.
Enzo Peruffo, Prorettore alla Didattica della Luiss, ha delineato gli obiettivi specifici dell'accordo: mettere a disposizione della comunità accademica una piattaforma capace di supportare lo sviluppo della creatività, del pensiero critico e delle competenze necessarie per affrontare la transizione digitale e i cambiamenti nel mondo del lavoro. Un aspetto fondamentale dell'iniziativa riguarda il mantenimento della dimensione umanistica nella formazione universitaria, con la tecnologia concepita come strumento abilitante piuttosto che sostitutivo.
"In questa fase storica caratterizzata dall'ascesa dell'intelligenza artificiale, l'ateneo romano intende rafforzare ulteriormente il suo impegno nelle discipline umanistiche", ha precisato Peruffo. La visione sottesa è che la tecnologia debba ampliare le capacità interpretative, argomentative e di giudizio dei futuri professionisti, garantendo una formazione completa e consapevole dei nuovi paradigmi che stanno ridefinendo la società contemporanea.