Un'indagine della Procura palermitana scuote le fondamenta della politica siciliana e della sanità regionale. Il Gip Filippo Serio, nel suo provvedimento, utilizza parole pesanti: un sistema che genera «grave allarme sociale» e alimenta «profonda sfiducia verso l'operato delle istituzioni». Le implicazioni politiche sono immediate e dirette. Antonio De Luca, portavoce del Movimento 5 Stelle in Sicilia, non usa mezzi termini: questa inchiesta rappresenta un «macigno» che grava sul governo di Renato Schifani, il presidente della Regione.
Al cuore dell'indagine c'è Salvatore Iacolino, manager della sanità regionale e personaggio politico di lungo corso. La sua vicinanza a Schifani era stata fino a poco tempo fa evidente, ma è crollata quando Fratelli d'Italia ha esercitato forti pressioni, opponendosi alla sua permanenza alla guida del dipartimento regionale della Sanità. Dopo quel rifiuto, Iacolino ha trovato accoglienza nella Lega. Secondo la ricostruzione della Procura, diretta da Maurizio de Lucia, il manager operava intermediazioni in favore di Carmelo Vetro, uomo d'onore originario di Favara, scarcerato nel 2019 dopo nove anni di carcere per reati di mafia.
Ma il quadro è ancora più complesso e preoccupante di quanto potrebbe sembrare. I magistrati palermitani documentano che Iacolino, oltre ai legami con l'organizzazione mafiosa tradizionale, beneficia di «consolidati, variegati e allarmanti rapporti» derivanti dalla sua appartenenza alla massoneria. I giudici descrivono le logge come il vero «elemento di coesione» tra componenti diverse della società. Questo intreccio tra Cosa nostra, poteri occulti e vertici sanitari rappresenta un modello di corruzione capillare che ricorda le peggiori stagioni della mafia «bianca» del passato, quella dei tempi di Vito Cuffa.
L'inchiesta abbraccia un territorio geografico ampio e significativo: dalle province di Agrigento a Palermo, fino alle strutture sanitarie di Messina e al Policlinico capoluogo. Appalti pubblici, nomine in aziende sanitarie e gestione di risorse pubbliche sono stati secondo l'accusa subordinati a logiche di corruzione e ricatto mafioso. Le pressioni sul governo regionale Schifani si intensificano, in particolare riguardo le modalità con cui vengono effettuate le nomine ai vertici degli enti sanitari pubblici.
Iacolino stesso è una figura trasversale della politica siciliana. Originario di Agrigento, ha iniziato la sua carriera politica sotto l'ala di Angelino Alfano, attraversando successivamente le file di Forza Italia dove ha ricoperto il ruolo di europarlamentare. La sua capacità di adattarsi ai cambiamenti dello scenario politico regionale si è dimostrata straordinaria nel tempo, fino a quando l'indagine non ha messo in luce attività che lo espongono a gravissime accuse. L'inchiesta, ancora in corso, rappresenta uno snodo cruciale per la valutazione della trasparenza e della legalità nella governance della Sicilia contemporanea.