Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha voluto mettere i puntini sulle i durante il dibattito pubblico sulla riforma costituzionale tenutosi presso il Centro Studi Americani a Roma. Con un atteggiamento pragmatico e lontano dalla retorica, il funzionario ha cercato di ridimensionare le aspettative più ottimiste che circondano il provvedimento.
"Partiamo da un presupposto di realismo", ha dichiarato Mantovano. "Questa riforma non è la bacchetta magica che risolverà tutti i problemi dalla sera alla mattina". Una presa di posizione netta quella del sottosegretario, che sembra voler contrastare la narrazione di quanti sostengono il sì al provvedimento, colpevoli secondo Mantovano di alimentare illusioni e aspettative irrealistiche tra i cittadini.
Ma se lo scetticismo verso promesse miracolose è esplicito, altrettanto chiara è la convinzione che la riforma rappresenti comunque un passo significativo. Mantovano ha infatti ricorso a una metafora costruttiva: "Ogni palazzo si costruisce dalle fondamenta. Con questa riforma, le fondamenta saranno più solide di quelle che abbiamo attualmente". Un messaggio che mira a conferire importanza al provvedimento senza scadere nell'esagerazione.
L'intervento rappresenta un tentativo di bilanciare il supporto istituzionale alla riforma con il bisogno di mantenere una credibilità comunicativa nei confronti dell'opinione pubblica, spesso stanca di promesse non mantenute.