La crisi tra Stati Uniti e Iran raggiunge nuove dimensioni di rischio per il commercio mondiale. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha contattato la cancelliera tedesca Friedrich Merz e la presidente italiana Giorgia Meloni per coordinare una risposta comune alla minaccia che incombe sullo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più cruciali del pianeta. L'obiettivo dichiarato è mettere a punto un dispositivo internazionale capace di proteggere le navi mercantili che transitano quotidianamente in queste acque strategiche.

A complicare il quadro interviene la comunità d'intelligence americana, che rilancia un allarme significativo: secondo fonti riportate dalla Cbs, l'Iran starebbe preparando il dispiegamento di mine lungo la rotta dello Stretto. Una mossa che trasformerebbe il conflitto in una minaccia diretta al commercio energetico globale e non solo a quella regionale. Nel frattempo, la Turchia ha deciso di schierare sistemi di difesa aerea Patriot, un'operazione che ha ricevuto il via libera dell'Alleanza atlantica.

Dalla Casa Bianca arriva un segnale contraddittorio. Il presidente Donald Trump ha dichiarato in conferenza stampa che la guerra avrà fine, sebbene non nell'immediato futuro, affermando che le forze iraniane "hanno perduto tutto". Tuttavia, ha anche minacciato un'escalation ancora più aggressiva qualora Teheran tentasse di bloccare l'approvvigionamento energetico mondiale. Al contempo, l'amministrazione americana ha ufficialmente chiesto a Israele di cessare gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane, un passo senza precedenti che testimonia il desiderio di contenere il conflitto.

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno risposto prontamente alle dichiarazioni di Trump, asserendo che la fine della guerra sarà decisa da Teheran e dalle sue forze armate, non da Washington. Secondo il loro comunicato, l'equilibrio della regione ora dipende dalle capacità militari iraniane, un messaggio diretto al presidente americano.

La situazione ha prodotto anche momenti di confusione diplomatica. Il segretario americano all'Energia Chris Wright ha pubblicato un post su X dichiarando che la Marina statunitense aveva scortato una petroliera attraverso lo Stretto con successo, sottolineando l'impegno di Trump nel mantenere la stabilità energetica globale. Il post è stato cancellato pochi minuti dopo e la Casa Bianca ha smentito l'operazione, una versione confermata anche da Teheran, che ha negato che navi americane si siano avvicinate alle acque dello Stretto.

In parallelo, si registrano tensioni anche nel teatro siriano, dove l'esercito ha accusato Hezbollah di aver lanciato proiettili contro le sue posizioni nei pressi della città di confine di Serghaya. L'escalation di conflittualità nei Paesi mediorientali mantiene i mercati in uno stato di allerta, con le Borse europee che hanno comunque chiuso in territorio positivo, sebbene il contesto rimanga altamente volatile e imprevedibile.