Giorno storico per il sistema bancario italiano. Monte dei Paschi e Mediobanca hanno completato il primo passo formale verso la loro integrazione, con i rispettivi consigli di amministrazione che hanno dato il via libera al progetto di fusione. Secondo l'accordo raggiunto, Piazzetta Cuccia verrà incorporata nella banca senese attraverso un'operazione che rappresenta una delle operazioni più significative del settore creditizio nazionale degli ultimi anni.

Il rapporto di scambio è stato fissato a 2,45 azioni del Monte dei Paschi per ogni azione Mediobanca posseduta. Una decisione maturata al termine di trattative serrate condotte dai principali advisor finanziari dei due istituti: per Mps hanno operato JP Morgan, Ubs e Jefferies, mentre per Mediobanca si sono mossi Rothschild e Morgan Stanley. Il livello del concambio risulta superiore alle stime che il mercato aveva elaborato in precedenza, attestate intorno a 2,2 azioni, segnale delle ambizioni rialziste sottese all'operazione.

Ora la palla passa agli azionisti. Il progetto di fusione deve ancora ricevere l'approvazione delle assemblee straordinarie di entrambi gli enti creditizi, per le quali sarà necessario raggiungere la maggioranza qualificata dei due terzi del capitale votante. Secondo la tempistica comunicata dalle due banche, l'operazione dovrebbe diventare pienamente effettiva entro la fine dell'anno in corso, anche se Luigi Lovaglio, nel corso delle comunicazioni agli investitori, ha confermato questo stesso orizzonte temporale per la conclusione di tutti i passaggi amministrativi.

La struttura post-fusione è stata già delineata nei suoi aspetti essenziali. Mediobanca continuerà a esistere come entità autonoma all'interno del perimetro di Mps, mantenendo le proprie specialità nel corporate e investment banking, oltre alle attività di private banking per la clientela più ricca. Resteranno sotto il suo controllo anche la partecipazione del 13,2% in Generali, snodo strategico nel panorama finanziario nazionale. Monte dei Paschi, dal canto suo, integrerà il credito al consumo attraverso Compass e rafforzerà la propria rete commerciale con i promotori finanziari della controparte.

L'operazione è costruita per generare efficienze significative: le due banche hanno quantificato in 700 milioni di euro i risparmi che emergeranno dalla razionalizzazione delle attività e dall'eliminazione delle duplicazioni. Un risultato che dovrebbe supportare la crescita della nuova entità nel competitivo panorama bancario europeo e consolidare la posizione italiana nel settore del credito e della gestione patrimoniale.