Palermo si è colorata di proteste nella sera dell'8 marzo con il corteo organizzato dall'associazione femminista 'Non una di meno'. Circa mille persone, in stragrande maggioranza giovani donne secondo i coordinatori, hanno percorso le principali strade del centro storico, partendo da piazza Ruggero Settimo e concludendo il tragitto in piazza Marina. Un momento simbolico per rivendicare visibilità e ascolto nel giorno dedicato alla festa internazionale della donna.

Il messaggio centrale della manifestazione, riassunto nello slogan "Le nostre vite valgono. Noi scioperiamo", ha messo in evidenza la volontà di riportare al centro dell'agenda pubblica le aspirazioni e i bisogni delle donne. Simona Paladino, portavoce dell'associazione, ha sottolineato come la protesta coniughi due urgenze: il riconoscimento pieno dei diritti femminili e una crescente preoccupazione per il deterioramento della situazione geopolitica mondiale. "Accanto alla battaglia per le donne - ha dichiarato - vogliamo denunciare una pericolosa escalation militare che sta stravolgendo le priorità economiche e sociali del paese".

Gli striscioni esposti lungo il percorso hanno restituito il clima della protesta con messaggi che oscillano tra la determinazione combattiva e la critica verso i rapporti di potere tradizionali. Frasi come "Ho voglia di lottare e non ho paura di morire" e "Non mi fido dei compagni" testimoniano una volontà di confronto critico sia verso il sistema esterno sia verso le dinamiche interne ai movimenti progressisti.

La mobilitazione non si conclude con il corteo serale. 'Non una di meno' ha già programmato per il 9 marzo un nuovo appuntamento di protesta in piazza Verdi, a partire dalle dieci del mattino, dove è previsto uno sciopero simbolico con braccia incrociate. Una continuità di azioni pensata per mantenere alta l'attenzione su temi che, secondo gli organizzatori, richiedono un impegno costante e non episodico.