La notte che avrebbe dovuto essere di festa si trasforma in incubo per una donna di 35 anni a Giugliano, in provincia di Napoli. All'interno di una discoteca gremita di giovani, il compagno ubriaco la aggredisce con violenza: la morde, l'afferra per i capelli e la trascina verso l'uscita. Una volta fuori dal locale, continua a colpirla ripetutamente con calci, pugni e schiaffi, intimandole di stare in silenzio perché poco distante è presente una pattuglia dei carabinieri. Accanto a lei c'è un'amica che tenta invano di fermare l'aggressore.

Riuscendo a liberarsi dalla morsa dell'uomo, la vittima attraversa la strada con le ultime forze e si ferma sul bordo, dove decide finalmente di chiedere aiuto ai militari. L'intervento dei carabinieri permette di bloccare il compagno 42enne, che viene arrestato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Durante la denuncia, la donna rivela che gli abusi vanno avanti da circa due anni, con il compagno che sistematicamente si ubriaca dal venerdì pomeriggio fino alla domenica. "Ho paura che mi uccida e faccia del male a mio figlio", dichiara in lacrime ai militari, spiegando perché non aveva mai trovato il coraggio di denunciare prima.

Nello stesso arco temporale, a poca distanza da Napoli, ad Avellino si consuma un'altra vicenda di violenza domestica. Un uomo quarantenne telefona all'ex compagna minacciandola di morte con toni espliciti. La polizia interviene tempestivamente: una volante raggiunge l'abitazione della donna per proteggerla, mentre un'altra squadra rintraccia l'aggressore presso la sua dimora, dove è sottoposto a sorveglianza speciale grazie a un braccialetto elettronico.

Quando gli agenti tentano di fermarlo, il 40enne oppone resistenza e estrae un coltello di circa trenta centimetri, rivolgendo minacce di morte contro gli operatori. Dopo una breve colluttazione, i poliziotti riescono a immobilizzarlo impiegando lo spray al peperoncino e procedono all'arresto. L'uomo dovrà rispondere di stalking, porto illegale e detenzione di arma bianca, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre a danneggiamento di un veicolo di servizio.