Un nuovo episodio di violenza giovanile ha sconvolto Genova nella notte tra sabato e domenica. Un ragazzo di sedici anni è stato accoltellato alla schiena intorno alle due del mattino in piazza Renato Negri, nel cuore della zona della movida cittadina, a pochi passi dal teatro della Tosse e dalla facoltà di Architettura. L'accaduto ha suscitato l'immediato intervento di passanti che hanno udito le grida della vittima e contattato il 112.
I soccorritori hanno raggiunto rapidamente il luogo dell'accaduto e il sedicenne è stato trasferito in codice rosso al pronto soccorso dell'ospedale San Martino. Nonostante la gravità della ferita, le condizioni del giovane si sono stabilizzate nel corso del pomeriggio e i medici hanno deciso di sciogliere la prognosi, escludendo rischi per la vita. Non appena avrà recuperato le forze, il ragazzo potrà fornire una deposizione ai carabinieri e alla polizia per ricostruire la dinamica dell'aggressione.
L'attacco è avvenuto in pochi secondi e al momento restano ancora molti interrogativi sulle responsabilità. Gli investigatori hanno acquisito le testimonianze di diversi giovani presenti in piazza durante l'accaduto, ma nessuno ha fornito descrizioni utili dell'aggressore. Le telecamere di videosorveglianza della zona rappresentano ora la speranza principale per ricostruire i fatti: i filmati sono stati già sequestrati dalle forze dell'ordine nel tentativo di identificare il responsabile.
Questo episodio si inserisce in un contesto allarmante di violenza tra minori. Solo alcune settimane prima, un ragazzino di tredici anni era stato colpito con un coltello a bordo di un autobus nella zona di Rivarolo da un coetaneo quindicenne, in seguito a una lite banale. La sindaca Silvia Salis ha commentato la situazione affermando di stare seguendo con attenzione gli sviluppi dell'accaduto. "Assistiamo a episodi di questa gravità con una frequenza che preoccupa davvero," ha dichiarato la prima cittadina, sottolineando che la polizia locale ha intensificato i controlli grazie al nuovo Piano per la sicurezza urbana in fase di implementazione.
Salis ha però lanciato un appello alle istituzioni nazionali, evidenziando che i comuni non possono affrontare da soli questa emergenza. La sindaca ha puntato il dito su un malessere giovanile sempre più diffuso, che interessa anche fasce d'età sempre più giovani. "Abbiamo bisogno di strategie integrate che combinino prevenzione ed educazione con controllo territoriale costante," ha concluso, chiarendo che non bastano solo risorse destinate alla repressione ma servono interventi strutturati e duraturi per affrontare il disagio dei ragazzi.