Amplifon ha chiuso la seduta di ieri con un deciso balzo positivo, mettendo a segno un rialzo del 3,2% a quota 10,77 euro. La spinta arriva dalle valutazioni incoraggianti del mondo dell'analisi finanziaria, che continua a riporre fiducia nell'azienda nonostante un anno scorso particolarmente complicato. L'azienda, guidata dal numero uno Enrico Vita, rappresenta un'eccellenza italiana nel settore: controlla circa il 13% del mercato globale della distribuzione di protesi uditive, gestisce oltre 5.000 punti vendita diretti e collabora con 11.000 audioprotesisti sparsi per il mondo.

La situazione attuale è quella di una transizione che esperti e analisti interpretano come una fase temporanea di assestamento. A fornire una spinta decisiva al titolo è stata Equita, che ha confermato il proprio giudizio positivo mantenendo la raccomandazione d'acquisto. La banca d'affari fissa un target price di 20 euro per azione, implicando un potenziale di apprezzamento prossimo al 90% rispetto ai livelli attuali. Secondo gli esperti, il ribasso subito dopo i risultati del quarto trimestre 2025 ha portato Amplifon a scambiare a valutazioni inferiori persino a quelle applicate in operazioni di acquisizione di piccole catene indipendenti nel vecchio continente.

"Manteniamo il rating buy e siamo convinti che il titolo possa esprimere un grande potenziale di rialzo nel momento in cui l'azienda tornerà ai ritmi di crescita usuali, evento che prevediamo nel corso del 2026", hanno scritto gli analisti di Equita nei loro commenti. Anche Intermonte condivide questa visione positiva, assegnando una valutazione "outperform" e fissando l'obiettivo di prezzo a 19 euro per azione, lasciando spazio per una rivalutazione significativa.

Sul fronte della comunicazione aziendale, gli analisti hanno giudicato comprensibile la decisione del management di fornire solo linee direttive qualitative per la crescita 2026, senza impegnarsi su numeri specifici. Una scelta coerente, sottolineano gli esperti, con il complesso momento geopolitico che caratterizza i mercati globali e che rende particolarmente difficile formulare previsioni puntuali. La società ha preferito cautela rispetto a un impegno numerico che il contesto internazionale renderebbe fragile e potenzialmente smentibile.