Italian Sea Group passa all'offensiva legale. Giovanni Costantino, amministratore delegato e principale azionista del gruppo leader nella nautica di lusso, ha presentato una denuncia-querela alla Procura di Massa contro alcuni ex dirigenti apicali dell'azienda. L'accusa è pesante: aver deliberatamente occultato la reale gestione dei lavori sui cantieri e fornito informazioni distorte al vertice aziendale al fine di mascherare i costi aggiuntivi che hanno progressivamente messo in ginocchio la società.
Secondo quanto sostiene Italian Sea Group in una nota ufficiale, questi manager avrebbero fraudolentemente eluso il sistema gestionale interno dedicato al monitoraggio delle commesse, operando di concerto per celare una situazione finanziaria che nel tempo si è rivelata insostenibile. La mancanza di trasparenza sui reali oneri di produzione ha costretto lo stesso Costantino a versare di tasca propria 25 milioni di euro tramite un finanziamento dei soci, al fine di garantire la continuità operativa dell'azienda e mantenere i posti di lavoro.
Le irregolarità sono emerse pubblicamente dopo che la società di consulenza internazionale Kpmg ha condotto un'analisi sui conti del gruppo, rilevando anomalie significative che hanno acceso i riflettori sulla gestione contabile. La situazione ha immediate ripercussioni occupazionali: nel cantiere navale di Marina di Carrara lavorano 530 dipendenti diretti, attualmente tutti impiegati. Tuttavia, l'indotto ha subito tagli drastici, con i lavoratori sulle opere date in appalto ridotti a meno di un terzo rispetto ai livelli precedenti, secondo quanto riferisce la Fiom Cgil di Massa Carrara.
Nonostante la crisi finanziaria, la situazione produttiva non appare drammatica. Otto imbarcazioni sono attualmente in costruzione nei cantieri del gruppo, il che suggerisce come il problema sia principalmente di liquidità piuttosto che di mancanza di commesse. Umberto Faita, segretario della Fiom, sottolinea che con risorse sufficienti l'azienda potrebbe operare a pieno regime. Nel frattempo, Costantino continua a lavorare per completare gli ordini in essere e assicurare lo sviluppo futuro della società, con il supporto del consiglio di amministrazione.
Domani pomeriggio alle 16:30 è previsto un tavolo in prefettura a Massa durante il quale verranno affrontate le questioni relative all'occupazione e alla stabilità del settore. La vertenza si inserisce in una fase complicata per l'industria della cantieristica italiana, evidenziando come anche i grandi player del comparto possono trovarsi di fronte a sfide gestionali significative.