Un sofisticato furto di materiali preziosi ha tenuto sotto scacco un'importante azienda del settore metalmeccanico in provincia di Monza e Brianza. Nel mese di novembre scorso, ignoti si sono introdotti in un capannone forzando cancelli e serrande, per poi procedere al carico e al trasporto di 14 tonnellate di rame destinate alla lavorazione. Il valore del bottino sul mercato nero si aggira intorno ai 190-200mila euro, con ripercussioni significative sulla continuità produttiva dell'impresa e sui suoi rapporti commerciali con i fornitori.

L'operazione investigativa ha avuto inizio dall'analisi delle registrazioni dei sistemi di videosorveglianza installati presso lo stabilimento. I militari della stazione di Carabinieri di Carate Brianza hanno ricostruito metodicamente le dinamiche del furto, seguendo le tracce lasciate dagli autori del raid. Le indagini hanno condotto all'identificazione di tre sospettati, due dei quali sono stati formalmente denunciati in stato di libertà: si tratta di due cittadini romeni di 27 e 53 anni, domiciliati presso insediamenti rom nella provincia di Torino.

Un passaggio decisivo nelle indagini è avvenuto il 10 dicembre, quando i Carabinieri hanno effettuato un intervento in seguito a una segnalazione. Nel corso dell'operazione è stato bloccato un giovane diciottenne di nazionalità romena, trovato a bordo di un'auto contenente attrezzi da scasso, passamontagne e materiale per alterare l'identità. Sebbene gli altri componenti della banda siano riusciti a dileguarsi nelle aree rurali circostanti, la cattura di questo membro chiave ha fornito elementi cruciali per completare il quadro investigativo del primo furto.

Le indagini coordinate dalle autorità locali suggeriscono che il colpo di novembre sia stato pianificato con una certa esperienza criminale, anche se il tentativo di dicembre è stato neutralizzato tempestivamente dalle forze dell'ordine. La presenza contemporanea di strumenti per l'effrazione e per il travisamento testimonia il carattere predatorio e organizzato dell'attività illecita. Il coordinamento tra i tre soggetti, pur con il fallimento dell'operazione successiva, indica una struttura operativa consolidata dedita al furto di materiali di valore.