Ieri mattina il Nucleo Problemi del Territorio della polizia municipale ha condotto un'operazione di riqualificazione nell'area compresa tra via Sammartini, nelle vicinanze della stazione Centrale, e il Parco Goccia nel quartiere Bovisa. L'intervento ha portato all'abbattimento di venti strutture abusive realizzate con materiali di scarto come lamiere, legno, teli e componenti recuperati, e all'evacuazione di 41 persone che risiedevano in condizioni di marginalità estrema. L'azione rappresenta un ulteriore passo nella strategia amministrativa volta a contrastare il degrado urbano e gli insediamenti illegittimi che da tempo caratterizzano determinate zone periferiche della metropoli.

Prima dello sgombero vero e proprio, gli uffici dei servizi sociali del Municipio hanno effettuato due sopralluoghi per valutare la situazione dei residenti dell'accampamento e individuare soluzioni alternative, attivando dove possibile percorsi di accoglienza, supporto assistenziale e collocamento abitativo. Tra le persone interessate dall'operazione prevalevano individui senza dimora fissa, spesso di nazionalità straniera o appartenenti a comunità rom, un profilo tipico di questi insediamenti informali ai margini della città.

La zona sottoposta all'intervento ricade nella storica area industriale Bovisa-Goccia, destinata ormai da anni a una profonda trasformazione urbana. Il Parco Goccia rappresenta uno dei nuovi spazi verdi previsti dal piano "Milano 2030" e dai progetti di aumento del patrimonio arboreo finanziati in vista delle Olimpiadi invernali 2026. Da anni il sito era diventato teatro di roghi incontrollati, accumuli abusivi di rifiuti e occupazioni irregolari che ne rendevano impossibile la fruizione da parte dei cittadini.

L'area di via Sammartini riveste un ruolo cruciale negli assetti urbani in evoluzione: in questa zona troveranno collocazione nuovi edifici destinati all'università, residenze per studenti, zone di verde pubblico e connessioni con Mind, il grande distretto dell'innovazione nato dalla riconversione dell'area Expo, e il campus della Bovisa. Il deterioramento prolungato del sito, caratterizzato da frequenti roghi tossici, discariche clandestine e precarie condizioni igienico-sanitarie, aveva scoraggiato residenti, pendolari e universitari dall'accesso ai servizi pubblici della zona. I comitati di quartiere e i cittadini della Bovisa avevano segnalato ripetutamente il problema attraverso i canali locali di comunità, reclamando interventi strutturali.

L'azione della polizia locale si inserisce in una strategia amministrativa più ampia del Comune, il quale da tempo concentra le proprie risorse nel contrasto ai fenomeni di illegalità diffusa che compromettono la sicurezza e la vivibilità dei quartieri periferici. Il Nucleo Problemi del Territorio opera specificamente su questioni quali insediamenti informali, occupazioni di suolo pubblico e situazioni di degrado che incidono negativamente sulla qualità della vita urbana.