Un'organizzazione criminale ben strutturata operava indisturbata negli ospedali napoletani, rubando farmaci tumorali destinati ai pazienti del Servizio sanitario nazionale per immettarli in un mercato parallelo particolarmente redditizio. L'inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli – sotto la direzione del procuratore Nicola Gratteri e dell'aggiunto Pierpaolo Filippelli – ha portato a sei misure cautelari: tre arresti in carcere, tre arresti domiciliari e quattro obblighi di firma quotidiana presso la polizia giudiziaria. Complessivamente sono stati identificati 17 indagati.
Al vertice dell'organizzazione figuravano Alessio Donnarumma e Cristofaro Sacchettino, che coordinavano i furti avvalendosi di complici che variavano a seconda dei colpi. La loro arma principale era l'accesso privilegiato alle strutture ospedaliere: hanno infatti reclutato una guardia giurata interna che, dietro compenso, disattivava gli impianti di allarme della farmacia dell'azienda ospedaliera Federico II di Napoli, permettendo ai ladri di operare senza ostacoli. Nel carcere è finito anche questo vigilante, complice fondamentale dell'operazione criminosa.
Tra aprile e dicembre 2024, la banda ha messo a segno cinque furti documentati ai danni dell'ospedale Federico II e del distretto 30 dell'Asl Napoli 1. Il colpo inaugurale del 29 aprile ha fruttato medicinali per circa un milione di euro. Il 31 maggio hanno sottratto terapie per oltre 1,4 milioni, mentre l'azione dell'18 agosto ha generato altri importanti danni. Il furto più grave è avvenuto il 10 dicembre, quando tre criminali e un complice in motorino (che portava con sé un bambino di soli 12 anni) hanno razziato farmaci per circa 767mila euro. Nel complesso, il valore dei medicinali rubati ammonta a circa 4,5 milioni di euro.
I farmaci, spesso immagazzinati in condizioni precarie che ne compromettevano l'integrità, venivano poi distribuiti attraverso una rete di ricettatori operante sia in Italia che all'estero. Le indagini dei carabinieri della Compagnia Vomero hanno evidenziato collegamenti con il nord Africa e il Medio Oriente, dove i medicinali oncologici trovavano acquirenti disposti a pagare prezzi elevati. Sono emerse inoltre indicazioni di furti commessi anche fuori regione, in particolare a Bologna.
Il giudice per le indagini preliminari ha accolto le richieste della Procura, ristretta tuttavia l'associazione a delinquere a soli due membri della banda. Danilo De Angelis è stato incarcerato insieme ai due capi; Ciro Sacchettino, Antonio Fabio Alfano e Pasqualino Spadaro si trovano agli arresti domiciliari; Antonio Ruffino, Diomede Contini, Francesco Pandolfo e Francesco Celentano hanno ricevuto l'obbligo di presentazione quotidiana. L'interrogatorio preventivo si è svolto il 13 febbraio, con le misure cautelari disposte il giorno successivo.