Mentre il dibattito pubblico si concentra su conflitti geopolitici e questioni di sicurezza globale, il cinema d'animazione continua a porsi domande fondamentali sul nostro avvenire. È il caso di 'Arco - Un'amicizia per salvare il futuro', pellicola francese diretta da Ugo Bienvenu che approda nelle sale italiane a partire dal 12 marzo distribuita da I Wonder Pictures. Si tratta di un progetto che si inserisce in una tendenza più ampia, condivisa da altre produzioni animate di recente come 'Il robot selvaggio' e 'Flow', di riproporre la sfida climatica e ambientale come tema centrale delle narrazioni cinematografiche.

La storia si sviluppa su due linee temporali parallele che incarnano visioni radicalmente diverse del futuro umano. Nel primo scenario, ambientato nel 2932, l'umanità ha realizzato una società apparentemente ideale dove le persone vivono in costruzioni gigantanti che si elevano oltre le nuvole, protette e isolate dall'ambiente esterno. Una famiglia utilizza speciali tute multicolori per viaggiare nel tempo, ma il più giovane dei figli, il piccolo Arco, non ha ancora raggiunto l'età consentita per partecipare a queste spedizioni. Spinto dalla gelosia e dall'impazienza, il bambino sottrae la tuta di sua sorella per intraprendere un'avventura verso l'era preistorica, ma il viaggio lo conduce a un esito inaspettato.

Invece di raggiungere l'epoca dei dinosauri, Arco si ritrova catapultato nel 2075, un futuro molto più vicino a quello che conosciamo oggi. In questo mondo, robot sofisticati gestiscono le attività quotidiane e proteggono le abitazioni con scudi energetici che le isolano dalle tempeste sempre più violente e devastanti che colpiscono le città. È qui che incontra Iris, una giovane costretta a vivere isolata insieme a Mikki, un androide domestico, mentre i suoi genitori lavorano a distanza e compaiono soltanto attraverso ologrammi agli orari dei pasti. Una società tecnologicamente avanzata ma profondamente alienante, dove la connessione digitale ha sostituito i legami autentici e gli individui si trovano anestizzati dai dispositivi che portano costantemente con sé.

L'opera di Bienvenu rappresenta una scelta narrativa consapevole: affidare al genere fantascientifico il compito di esplorare questioni ecologiche e ambientali quando altre forme di comunicazione sembrano averle relegate in secondo piano. Proprio perché la produzione animata richiede lunghi tempi di realizzazione, questi film nascono quando le urgenze globali appaiono ancora diverse, permettendo così di mantenere viva un'attenzione che rischia di svanire dai riflettori mediatici. 'Arco' lo fa attraverso una fiabetta onirica rivolta al pubblico giovane, mescolando elementi di fantasia con riflessioni profonde sulla tecnologia, le risorse naturali e il destino del nostro pianeta.