La premier Giorgia Meloni sarà a Milano giovedì pomeriggio al teatro Franco Parenti per quello che rappresenta il primo e presumibilmente unico comizio pubblico in cui scenderà direttamente in campo per il referendum sulla riforma della giustizia fissato per il 22-23 marzo. L'evento, promosso dai gruppi parlamentari di Fratelli d'Italia, avrà inizio alle 15 e sarà introdotto dai capigruppo Galeazzo Bignami, Lucio Malan e Carlo Fidanza. Il titolo scelto dalla destra è volutamente evocativo: "Una riforma che fa giustizia. Una giornata dedicata alla riforma che l'Italia aspettava da decenni".

La strategia comunicativa dell'esecutivo punta su una combinazione di autorevolezza istituzionale e appeal popolare. Accanto ai big della coalizione come Francesco Lollobrigida, Chiara Colosimo e il presidente del Senato Ignazio La Russa, saliranno sul palco figure del mondo dello spettacolo e dei social media: l'attore Fabio Ferrari, gli influencer Cittadino Zero e Gino Zavalani, oltre all'avvocata molto seguita online Francesca Florio. Ma il vero elemento di scena sarà la presenza del maresciallo Luciano Masini, il comandante dei carabinieri che lo scorso anno ha sparato e ucciso un immigrato che aveva accoltellato più persone a Rimini. La sua posizione è stata archiviata per legittima difesa, e il suo caso ha direttamente ispirato le disposizioni sullo "scudo penale" per le forze dell'ordine contenute nel decreto Sicurezza del governo.

L'iniziativa avrà una struttura articolata in quattro aree tematiche che replicano i pilastri della riforma: separazione delle carriere dei magistrati, riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, istituzione di un'Alta Corte, e gli altri aspetti della revisione della giustizia. In platea anche personalità della stampa di orientamento conservatore come Filippo Facci, Daniele Capezzone, Paolo Del Debbio e Maurizio Belpietro, affiancate da figure del centrosinistra favorevoli al Sì come Anna Paola Concia, Luigi Marattin e Claudio Velardi. Spazio sarà dedicato anche a vittime di errori giudiziari: presenti Luciano Di Marco, rinchiuso per sbaglio in carcere a causa di una somiglianza con un rapinatore, e Vincenzo Gualzetti, padre di Chiara, la sedicenne uccisa nel femminicidio del 2021.

Nel panel interverranno anche magistrati e costituzionalisti schierati a favore della riforma, tra cui il costituzionalista Niccolò Zanon, l'ex magistrato Antonio Di Pietro e il giurista Sabino Cassese. L'operazione rappresenta il tentativo di Meloni di accreditare la riforma come una battaglia trasversale per la modernizzazione della giustizia italiana, cercando di neutralizzare le critiche provenienti dalle associazioni di magistrati e dalle opposizioni, che vedono nella riforma un pericolo per l'indipendenza della magistratura.