Quattro condanne esemplari per sfruttamento sessuale di minore nel processo conclusosi davanti al tribunale di Roma. A finire in carcere sono stati un 23enne torinese, un 26enne di Rignano Flaminio, un 33enne napoletano e un medico quarantaquattrenne ferrarese, arrestati lo scorso dicembre dopo un'inchiesta che ha smascherato una rete di abusi durata quasi un anno. Le pene inflitte variano dai cinque ai nove anni di reclusione, con un totale di tre decenni di carcere distribuito tra i quattro imputati.

Tutto è cominciato su Roblox, la popolare piattaforma di gioco online dove una tredicenne della provincia di Viterbo interagiva con altri utenti dietro lo pseudonimo "paratina". I quattro predatori l'hanno individuata proprio lì, spostandosi poi su WhatsApp per intensificare il contatto. Tra dicembre 2023 e settembre 2024, con pressioni progressive e minacce sempre più esplicite, hanno costretto la minorenne a produrre materiale sessualmente compromettente. Le investigazioni hanno rivelato che gli indagati le avevano minacciato di diffondere le immagini ai suoi familiari, di raggiungerla sotto casa e addirittura di coinvolgere i suoi fratelli minori, entrambi ancora in età prescolare, negli stessi giochi abusivi.

L'incubo della ragazzina è terminato quando i genitori, notando comportamenti anomali, hanno denunciato la situazione alle autorità. I carabinieri hanno avviato un'indagine che ha permesso di ricostruire l'intera vicenda attraverso l'analisi delle conversazioni digitali e portare all'arresto dei quattro responsabili. Il rito abbreviato scelto durante il processo ha comportato uno sconto di un terzo delle pene, un aspetto che sottolinea come una confessione o una piena collaborazione potrebbe aver facilitato l'iter processuale.

Il tribunale ha inoltre disposto un risarcimento provvisionale di 42mila euro, suddiviso equamente tra gli imputati a 10.500 euro ciascuno, in attesa della quantificazione definitiva che avverrà in sede civile. La sentenza rappresenta un monito contro lo sfruttamento minorile negli ambienti virtuali, dove miliardi di ragazzi in tutto il mondo passano quotidianamente ore in piattaforme simili, spesso inconsapevoli dei pericoli che le frequentano.