Il Parlamento europeo ha dato il via libera al nuovo regolamento sui rimpatri, una decisione che accende il dibattito sulle politiche migratorie europee. Cecilia Strada, eurodeputata del Partito Democratico, ha lanciato un allarme severo sulla norma approvata con i voti favorevoli della destra e del Partito Popolare Europeo, sostenendo che il provvedimento rappresenta un cambio di paradigma pericoloso rispetto alle tradizionali procedure di rimpatrio.
Secondo la critica dell'esponente dem, la normativa consentirebbe non solo il rimpatrio nei paesi d'origine, ma potenzialmente l'invio di migranti verso qualunque nazione del mondo, senza garanzie sulla loro provenienza o sulla conoscenza del territorio. Strada ha evidenziato come la destra italiana abbia votato a favore di disposizioni che prevedono fino a due anni di carcere per famiglie con bambini e minori privi di accompagnamento, seguiti da possibili espulsioni verso paesi sconosciuti.
L'eurodeputata ha contrapposto questa strategia con un approccio alternativo basato su strumenti di regolarizzazione che definiscano chiaramente diritti e responsabilità per tutti. Secondo Strada, le nuove norme non aumenteranno la sicurezza europea, bensì avranno effetti controproducenti: spingere persone innocenti a nascondersi per timore della detenzione e delle deportazioni, generando ulteriore marginalizzazione e instabilità sociale.
Nella sua dichiarazione, Strada ha tracciato un parallelo preoccupante con la situazione negli Stati Uniti, avvertendo che scenari finora ritenuti inaccettabili nel contesto americano potrebbero concretizzarsi in Europa. Ha concluso il suo attacco definendo il provvedimento come profondamente pericoloso per l'intero tessuto sociale europeo, contrastando la narrazione della destra secondo cui le misure risponderebbero a esigenze di ordine pubblico.